NAKED ACID ovvero il lento sorgere del sole. L'alba dopo la buia e fredda notte. Il candido tepore dei primi raggi del sole che ci lasciano alle spalle le ombre delle ore oscure. In quei pochi minuti si cela l'essenza di Naked Acid, l'ultimo album di Honey Owns in arte VALET.
Il tempo sembra rallentarsi, fino a fermarsi del tutto, seguendo il ritmo di dissonanti colpi di tamburo, voci mistiche e cauti accordi di chitarra.
Il ritmo tardo e dolce di chi si sta svegliano, stordito dal sonno pesante e lussurioso, ci trasporta in tutte e sette le tracce dell'album, dove visioni psicadeliche e spirituali si fondono in un mantra, nel sacro Om indiano, nella ricerca dell'Io.
Sembra preghiera, sembra ritmo tribale, sembra tutto ciò che è spirituale. Questo è Naked Acid. E' come mettersi in riva ad un fiume, per osservarlo scorrere inesorabile, forte ed eterno verso la sua foce. Vederlo mischiarsi al mare come la voce senza "trend" di Honey si amalgama agli strumenti scarni e discontinui scelti per questi sette piccoli momenti di mantra danzante, ispirati dall'alba - musa volteggiante e serena che ogni mattina rapisce i nostri pensieri e quelli di Valet.
1. We Went There
2. Drum Movie
3. Kehaar
4. Fuck It
5. Babylon 4 Eva
6. Fire
7. Streets
myspace.com/honeyowens
venerdì 16 maggio 2008
Naked Acid: Il mantra musicale di Valet
Pubblicato da
Franz
alle
11.46
Etichette: Abstract, Ambient music, Musica, Psychedelic Rock, Recensioni
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